S.E. Rev.ma Mons. Carlo Chenis S.D.B.

Mons. Carlo Chenis è nato a Torino il 20 aprile 1954. E’ professo della Società di san Francesco di Sales dal 1971 e sacerdote dal 1984. È licenziato in Filosofia all'Università Pontificia Salesiana di Roma ed è laureato in materie letterarie con specializzazione in scienze artistiche all'Università degli Studi di Torino. Dal 1984 è docente di Filosofia teoretica nell'Università Pontificia Salesiana, dove ha tenuto i corsi di logica formale, filosofia della conoscenza, filosofia del linguaggio, estetica. In seno all'Università Pontificia, oltre alla docenza, ha ricoperto numerosi incarichi nel settore amministrativo-accademico (Segretario di Facoltà, Economo di facoltà, Membro del Consiglio di Amministrazione dell'Università, Membro del Senato...). Dal 1986 al 1998 è stato coordinatore del Segretariato Relazioni Studenti, Cappellano e Cerimoniere dell'Università. In seno alla comunità religiosa della Visitatoria UPS ha ricoperto fin dal 1984 l'incarico di animatore liturgico della comunità dei docenti Gesù Maestro e ne è stato suo Vicario dal 1989 al 1995. Nel maggio del 1995 è stato nominato membro della Commissione Artistico-Culturale del Grande Giubileo dell'Anno 2000 e nel 1997 suo coordinatore.

Nel mese di luglio del 1995 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo ha nominato Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e nel settembre del 1995 Membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

È inoltre Vicepresidente della Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa e Segretario coordinatore della Fondazione Arnea. Questi impegni presso la santa Sede gli hanno aperto un diverso settore di attività con la partecipazione a varie commissioni e incontri in Vaticano, nel Vicariato di Roma, presso Istituzioni dello Stato Italiano ed Enti privati per quanto attiene la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Ha in attivo varie pubblicazioni (oltre 500 titoli), sia nel settore suo specifico dei beni culturali, sia in quello della filosofia teoretica, sia nell'ambito degli scritti spirituali di indole divulgativa. Ha tenuto numerose relazioni, moderato diversi convegni, curato varie mostre, oltre che avviato progetti sperimentali nei suddetti campi; insegna in master sui beni culturali organizzati da vari centri accademici e culturali italiani; collabora con riviste specializzate di arte sacra e di architettura; è membro di Comitati nazionali per celebrazioni legate al settore dell’arte; è stato chiamato a far parte di Giurie per committenze di opere d'arte e per assegnare premi ad artisti di vario genere. È consulente di progetti di costruzione di nuove chiese e di adeguamento liturgico di complessi esistenti. In particolare, dal 1994 ha seguito le iniziative della Fondazione Stauròs di arte sacra contemporanea.

Nel campo pastorale si è sempre interessato della vita religiosa tanto attiva che contemplativa. Dal 1985 è cappellano della Casa Generalizia e del Noviziato delle Suore Mercedarie, interessandosi soprattutto del settore formativo. Ha tenuto corsi di esercizi spirituali per religiose, religiosi e laici, in particolare giovani. Si è impegnato fin dagli anni della sua formazione nell'organizzazione di attività giovanili a Cuorgnè in Piemonte, a Ponte Mammolo a Roma e a Bòrore in Sardegna, comune che gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

Ha svolto un regolare ministero parrocchiale in santa Emerenziana a Roma e ha prestato il suo servizio ministeriale in vari centri della Sardegna.

Benedetto XVI il 21 dicembre 2006 lo ha eletto vescovo della Chiesa di Dio che è in Civitavecchia - Tarquinia.

Il 10 febbraio 2007 è stato consacrato vescovo nel Tempio di Don Bosco a Roma per le mani dell'Em.mo Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità. Vescovi conconsacranti mons. Mauro Piacenza (Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra) e mons. Girolamo Grillo (vescovo emerito di Civitavecchia - Tarquinia).

Sabato 24 febbraio 2007, ha fatto il suo ingresso solenne nella diocesi con la cerimonia della Presa di Possesso nell'insigne chiesa Cattedrale di San Francesco d'Assisi e con la concelebrazione Eucaristica nella chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola in Civitavecchia.

 

 

 

La blasonatura di mons. Carlo Chenis presenta uno stemma ecclesiastico inquartato: il primo di argento alla croce di rosso; al secondo di azzurro al semivolo di oro; al terzo di oro al semivolo di azzurro rivoltato; al quarto di rosso alla croce di argento.

Nel cartiglio si legge. "INTELLECTUS ET FIDES IN CARITATE". È un richiamo a san Paolo: Veritatem autem facientes in caritate ( Eph 4,15); a san Tommaso d'Aquino: Per ardorem caritatis datur cognitio veritatis (Tommaso D'Aquino, Super Vangelium Johannis 5,6) e a san Giovanni Bosco con la sua trilogia "Ragione - Religione -Amorevolezza" (Il Sistema preventivo nell'educazione della gioventù). Inoltre, l'impostazione dello stemma s'ispira al Proemio della Fides et ratio di Giovanni Paolo II: "La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché conoscendolo e amandolo possa giungere alla piena verità su se stesso". Tali aspetti acclarano attraverso la simbologia araldica fondamento biblico, esperienza accademica, appartenenza salesiana oltre che il sensum Ecclesiae.

Ne deriva che il mezzo per raggiungere la santità è rappresentato dai due quadranti recanti le ali. Con essi si indica che il lumen naturale della ragione si coniuga con quello soprannaturale della fede. Nella fattispecie l'illuminazione divina, espressa dall'oro, inabissa nella divina trascendenza espressa dall'azzurro.

Il fine del "volo" è dunque la sequela di Cristo, rappresentata dai due quadranti delle croci. Con essi si indica il martirio della ferialità, che trova significato nella contemplazione della crux gloriosa (quarto di rosso alla croce di argento), e la redenzione della croce che trova soluzione nella luce divina (quarto di argento alla croce di rosso).