San Galgano

San Galgano nacque a Chiusdino intorno al 1150, da una famiglia di militari legati al vescovo conte di Volterra, Galgano Pannocchieschi, in onore del quale ricevette il suo nome.

Fu egli stesso cavaliere, ma visse una gioventù dissipata. In seguito alla morte del padre ed ad alcune visioni dell’Arcangelo Michele rientrò in se stesso e nel dicembre del 1180 si ritirò a vita eremitica sulla vicina collina di Montesiepi; quale segno del cambiamento della propria vita, infisse la sua spada di cavaliere nel terreno: la spada capovolta ricordava la croce, l’arma assumeva quindi un significato diverso, da segno di violenza a simbolo della nostra salvezza. Con questo gesto, Galgano non rinunciò alla spada ma la pose al servizio di una cavalleria diversa da quella vissuta fino ad allora, arruolando se stesso nella milizia di un signore più grande di quello terreno: Gesù Cristo.

L’austerità della sua nuova vita, il suo amore per il Signore e per il prossimo, attrassero ben presto altre persone che costituirono una comunità di eremiti per la quale Galgano ottenne l'incoraggiamento di Papa Alessandro III.

Galgano morì il 30 novembre 1181.

Cinque anni dopo, a fronte dei numerosi miracoli ottenuti per sua intercessione, il suo nome fu inserito nel canone dei Santi.

La festa di San Galgano si celebra il 3 dicembre a Chiusdino, dove, nella prepositura di San Michele Arcangelo, si conserva la reliquia della sua testa, ed il Lunedì di Pasqua nell’eremo di Montesiepi.

Secondo la tradizione, questi arti apparterrebbero a uno dei tre "invidiosi" che nel 1181, in assenza di San Galgano, tentò di svellere e spezzare la spada, e le cui braccia furono sbranate dai lupi, amici del Santo.
La radiodatazione, svolta col metodo Carbonio 14 nel corso delle indagini scientifiche del 2001, ha fatto risalire le mani al XII secolo, quindi, sarebbero effettivamente coeve a San Galgano.